Attack On Titan: The Last Attack – Verso l’albero sulla collina

Il gran finale di una delle serie più acclamate sta per arrivare al cinema e noi di MegaNerd abbiamo avuto l’opportunità di vedere il film in anteprima. Stiamo parlandi di Attack On Titan: The Last Attack, la pellicola che riassume i due episodi finali che vedono l’umanità alle prese con il boato della terra provocato da Eren Jaeger. Cosa sarà accaduto?

recensione attack on titan the last attack 2

La fine di un’era, l’addio a una storia che ha segnato l’adolescenza e l’età adulta di tante persone, me compresa. Vedere Attack On Titan: The Last Attack è stato bellissimo e doloroso allo stesso tempo, perché è come aver preso per mano per l’ultima volta tutti i personaggi e avergli detto, tra le lacrime, “ci vediamo, grazie di tutto”. E so che questa sensazione l’abbiamo avuta in tanti, perché quello che fa un’opera quando è definibile tale, è lasciare più di una storia tra le dita, ma sentimenti, pezzetti di anima, pensieri, frammenti di noi stessi che si sono risvegliati.

Molti sono rimasti scontenti del finale e posso comprenderlo, perché le strade delineate erano diverse, ma davvero quella scelta da Eren è così sbagliata? L’opzione presa in considerazione da Zeke sarebbe stata giusta? In ogni caso, qualcuno ci avrebbe perso: la vita, la speranza, i sogni. E a guidare il nostro protagonista, in fondo, cosa è stato? Il potere, forse?
No, l’amore. La maledizione più grande di sempre.
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Attack On Titan: The Last Attack – La trama

Eren Jaeger ha dato il via al boato della terra, dopo aver tradito tutto e tutti, perché non può accettare che il piano di Zeke possa diventare realtà. L’etaunasia per il popolo di Eldia non può davvero essere la soluzione a tutti mali, perché vorrebbe dire sacrificare tutti coloro che ama e chiedergli di rinunciare al loro futuro per il quale hanno lottato così strenuamente. E allora, con il suo Gigante d’Attacco e il potere del Fondatore, si fa carico del peccato più grande che un essere umano possa tenere sulle spalle e decide di massacrare tutta l’umanità fuori dalle mura, per fare sì che una speranza possa ancora esserci.
Perso tra passato, presente e futuro, nel luogo in cui la fondatrice Ymir e tutti i sentieri che uniscono gli eldiani si incrociano, Eren cerca di capire se una soluzione diversa sarebbe stata possibile ma non riesce a trovarla. E i suoi amici, l’adorata Mikasa, l’affidabile Armin, il capitano Levi con il comandante Hanji, Jean e Conny decidono di allearsi con i nemici di ieri per fermarlo. Falco, Gabi, Reiner, Peak e la risvegliata Annie si alleano con loro per cercare di fermare il boato prima che arrivi a sterminare le proprie famiglie.
Ma i loro cuori e le loro armi, riusciranno a raggiungere Eren? Reiner, che comincia finalmente a comprendere quel pazzo con il quale ha condiviso l’addestramento nel Corpo di Ricerca, sente che lui vuole essere fermato. E allora, per l’ultima volta, sono pronti a offrire i loro cuori per l’umanità.
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Eren Jaeger – Storia di un bambino che voleva andare oltre le mura

Ve lo dico, io Eren l’ho sempre odiato. Ma so anche il perché: io e lui siamo uguali. Probabilmente non avrei mai fatto la sua scelta, ma avrei fatto qualsiasi cosa per proteggere chi amo, anche mettermi contro il mondo intero. Quello che guida quel dolce bambino che correva fino all’albero sulla collina con i suoi amici di sempre è un sentimento che va oltre tutto, anche i secoli di odio. Per loro, per Mikasa e Armin, ha gettato via il suo futuro, i sogni, la propria umanità e anche la libertà che tanto sognava.
Pensava di stare combattendo per ottenere la libertà, ma poi ha capito che la sua finiva quando iniziava quella degli altri, altri che però li additavano come i demoni dell’isola. E allora che fare? Nessuna soluzione che gli permette di vedere quel mare di lava di cui parlava sempre con il suo amico.
Ma Eren ce lo ha spiegato alla fine, forse era solo uno stupido con troppo potere in mano e non è riuscito a trovare una via d’uscita che permettesse di salvare tutti e allora ha scelto di proteggere solo chi gli era caro.
E ora può finalmente riposare, sotto quell’albero che lo ha visto sonnecchiare pacificamente quando il tempo dell’innocenza era ancora possibile.
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Le guerre esisteranno finché esisterà l’uomo

Nonostante sia un’opera di fantasia ben riuscita come poche altre, il messaggio che ci urla è chiaro: il vero mostro è, e rimarrà, sempre l’uomo, con le sue catene di odio che non riescono mai a spezzarsi. Finché gli esseri umani non si sforzeranno di capirsi e vedere che abbiamo tutti due braccia, due gambe, due occhi, due orecchie e dei sogni, allora tutto sarà sempre vano. I conflitti non cesseranno mai se penseremo che al di là del mare c’è il nemico, se riterremo giusto il detto “mors tua, vita mea”.
Per questo bisogna combattere, ma non con armi in grado di mutilare e uccidere, ma con le idee e la tenacia necessarie per farsi capire. Bisogna sforzarsi anche laddove vediamo delle mura enormi, guardare oltre e incontrarsi. Stringere mani, guardare occhi così simili e diversi allo stesso tempo e riconoscersi per quello che siamo: creature venute al mondo per un motivo, perché siamo state volute da qualcuno.
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È mondo crudele, ma bellissimo

Come canta Ai Higuchi, e come ce lo rammenta spesso Mikasa, questo mondo sa essere duro, durissimo, ma anche di una bellezza fuori da ogni logica ed è proprio per questa bellezza che dobbiamo andare avanti. È stato per proteggere quella che per la prima volta Reiner, Bertold e Annie sono arrivati a distruggere Shiganshina. È stato per stringerla a sé che Erwin Smith, Levi, Hanji e tutto il Corpo di Ricerca hanno combattuto contro i giganti. Tutti volevano solo proteggere il mondo che li aveva fatti nascere, piangere e gioire. Nessuno aveva colpe, se non quella di non aver mai provato a comprendersi e cercare di abbattere la spirale d’odio ormai fuori controllo.
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Conclusioni

L’Attacco dei Giganti era partita come un’opera splatter ben costruita, in grado di catturare chiunque al primo sguardo, ma col tempo è diventata di una profondità inaudita. Dalla scoperta della natura dei giganti, l’umanità dentro le mura ha dovuto affrontare verità sempre più scomode fino a scoprire di essere oggetto di un odio così grande da lasciare senza parole. Ma la conclusione è stata proprio come l’inizio: è sembrato un lungo sogno.
E, proprio come Eren, le lacrime sono venute giù copiose. Ma non è solo tristezza nel dire addio, è un insieme di emozioni troppo grandi per poterle esprimere. E allora viene solo da dire una cosa.
Grazie per questa splendida ultima corsa verso l’albero sulla collina.
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Mi raccomando, rimanete incollati alle vostre comode sedute perché, come vi avviseranno all’inizio della proiezione (cliccate qui per vedere le sale che lo hanno in programmazione), ci sarà una scena post credit davvero carina da guardare. Inoltre i titoli di coda sono bellissimi, perché mostrano le immagini del dopo Eren, ma soprattutto di ciò che accade a quell’albero dopo decine, centinaia di anni.
Attack On Titan: The Last Attack

Attack On Titan: The Last Attack

Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita nei cinema: 3, 4, 5 marzo 2025
Durata: 126 minuti
Voto:

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Antonella

Powerchan

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Otaku orgogliosa da sempre, lettrice onnivora e divoratrice di anime. Incontrare Junji Ito e Inio Asano è il suo sogno. Spera un giorno di fare una JoJo pose con Araki sensei.

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