Happy! – La lezione sulla felicità di Naoki Urasawa

Cosa vuol dire essere felici? A spiegarvelo è Miyuki Umino, la protagonista della brillante tragicomedy firmata dal Maestro Naoki Urasawa

speciale happy

 

Miyuki Umino è una liceale come tante ma con un fardello orribile da sopportare. Entrambi i genitori sono morti, il fratello maggiore è uno scellerato che ha contratto un gigantesco debito con la yakuza e lei deve badare ai tre fratelli più piccoli. Con l’acqua alla gola e nessuna entrata finanziaria all’orizzonte, Miyuki decide di prendere in mano la racchetta da tennis, sport in cui si è sempre distinta, e intraprendere una carriera professionistica che le permetta di tentare l’accesso a premi in denaro. Su queste premesse, inizia l’ascesa sportiva di Miyuki raccontata in Happy!, una ragazza dal cuore talmente puro da diventare bersaglio del mondo che si sa, a volte, sa essere spietato.

Benvenuti nell’universo tutto al femminile di Happy! creato da quel talento che risponde al nome di Naoki Urasawa.

Correva l’anno 1993 quando gli editor di Big Comic Spirits spinsero Urasawa, fresco del successo raggiunto con Yawara! (eccezionale commedia sportiva incentrata sul judo) a dedicarsi a una storia che ne potesse speranzosamente replicare vendite e successo di pubblico. E fu proprio così. Prima di Monster e 20th Century Boys, le opere per cui viene maggiormente celebrato, c’è stata la folle scalata di Miyuki nel mondo del tennis.

A differenza di tante storie che ci parlano di sport, Happy! fa una virata incredibile su uno degli aspetti meno approfonditi del genere. Siamo abituati a grandi racconti sul sacrificio e la sana crescita che lo sport assicura a giovani promesse. Qui tuttavia è l’aspetto economico a farla da padrone. Il mondo del tennis è per antonomasia uno dei microcosmi più d’elite che conosciamo e certamente questo preconcetto era fortemente in auge nei primi anni Novanta, quando Urasawa si mise a lavoro sull’opera. Preparatori atletici, allenatori, viaggi, sponsor. Solo le federazioni più ricche e le famiglie più facoltose possono garantirsi la possibilità di provarci.

Happy! - La lezione sulla felicità di Naoki Urasawa

Happy! è una trepidante corsa ad ostacoli che la protagonista affronta a viso aperto e con coraggio da vendere. La meta da raggiungere è tutta nel titolo: la felicità. Quest’ultima nella vita di Miyuki gioca perennemente a nascondino, si cela dietro tragedie familiari, debiti usurari impossibili da saldare e amori incompresi.  E lei sempre e nonostante tutto, sul campo da tennis regala set al cardiopalma.

Miyuki Umino è una donna che conquista senza volerlo. La sua tenacia e quel sorriso che non abbandona mai il suo viso fanno breccia nei cuori dei lettori sin dalle prime pagine di Happy!, un racconto lungo e brillantemente strutturato da un Urasawa oltremodo ispirato.

Happy! è la storia di una ragazza che è dovuta crescere in fretta. Ha dovuto assumere su di sé la responsabilità di garantire il cibo in tavola tutti i giorni a tre bocche fameliche, si interfaccia con la malavita che la perseguita che arriva a considerarla carne da vendere in qualche soapland se i soldi non dovessero arrivare. Ogni giorno Miyuki si alza e fronteggia tutto questo a viso scoperto e vedrete che il riso in tavola per i fratellini non salterà nemmeno un giorno, a costo di tutto.

Questa è una storia tutta al femminile dove intorno alla ragazza protagonista gravitano intrighi e vendette da far sembrare le minacce della yakuza dolcetti zuccherosi. I lettori faranno presto la conoscenza della ricchissima,  vanitosa e insensibile Utako Othori che odia Miyuki con tutta se stessa per essere la figlia dell’uomo che l’ha respinta. Soprattutto, questi scopriranno di uno dei personaggi più spregevoli che i manga abbiano consegnato alla storia: Choko Ryugasaki. Rivale sul campo di Miyuki, Choko fa mostra spudorata del denaro che possiede e della sua bellezza per giungere a meta. È senza scrupoli, architetta scherzi crudeli, inventa pettegolezzi; è la malvagità fatta donna.

Happy! - La lezione sulla felicità di Naoki Urasawa

Nonostante tutto e tutti, Miyuki non si arrende mai e riesce a trovare la felicità in ogni-dove, fosse anche il curry preparato tre giorni prima e riscaldato per la cena. Se abbiamo comunque un tetto sopra la testa, andiamo avanti; se vogliono venderci a una soapland, noi troveremo il modo di combattere . Se nessuno sugli spalti fa il tifo per noi, realizzeremo lo stesso il miglior ace di sempre; se per gli sponsor non siamo appetibili, i nostri game saranno incredibili.

Tutto questo è possibile perché Urasawa ci racconta la felicità della vita che non si manifesta mai in grandi gesti. Tra mille difficoltà, c’è una piccola speranza che si fa strada nel buio e quando riusciamo a vederla, tutto sembra improvvisamente alleggerirsi. L’incredibile donna delineata da Urasawa è un personaggio unico che tramite il suo dramma parla di felicità.

Happy! è un racconto che si serve del tennis per raccontare vittorie e sconfitte, gioie e dolori carpendo e poi spiegando quanto l’animo umano sia colmo di sentimenti, belli o brutti che siano.

Happy! - La lezione sulla felicità di Naoki Urasawa

Cosa vuol dire essere felici? Vuol dire non perdersi mai d’animo davanti alle avversità, mettere a fuoco le nostre capacità e credere in noi stesse. Miyuki ce l’ha fatta ed è questo che ci insegna. La felicità è in una ciotola di riso con il curry tra un set e l’altro che la vita ci presenta. E ciò che conta non è il risultato ma mettercela tutta. Sempre.


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Sig.ra Moroboshi

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Contro il logorio della vita moderna, si difende leggendo una quantità esagerata di fumetti. Non adora altro Dio all'infuori di Tezuka. Cerca disperatamente da anni di rianimare il suo tamagotchi senza successo. Crede ancora che prima o poi, leggerà la fine di Berserk.

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